El cigoto, es decir, el ovocito fecundado por un espermatozoide, es ya una persona humana, con un acto de ser, con un cuerpo y con un alma, y por lo tanto, su primer derecho humano es el derecho a vivir

jueves, 21 de marzo de 2019

Dos grandes compañías de cosméticos financiarán a la abortista multinacional Planned Parenthood

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Two huge make-up companies launch campaign to send millions to Planned Parenthood

March 19, 2019 (Live Action News) — Rival cosmetics companies, MAC and Benefit, will be teaming up this spring to donate to Planned Parenthood, America's number one provider of abortions. Although both companies have already given to the organization for many years (MAC Cosmetics has given $1.6 million since 2008, according to Forbes), each wants to give millions more.
Planned Parenthood aborts 330,000 babies annually — including children with Down syndrome, like Kate Grant, a model with Down syndrome who was recently hired by Benefit. People with Down Syndrome are frequently targeted for abortion. In Iceland, 99% of babies with Down Syndrome are killed in abortion.
MAC's Viva Glam campaign, which contributes to its HIV/AIDS fund established in 1994, will target $500,000 per year through the sale of a special lipstick shade for the next two years to contribute to Planned Parenthood's "chat/text program," especially its new online chatbot called Roo, which targets 13- to 17-year-olds with information about "safe" sex and abortion.
Benefits Cosmetics' initiative, called Bold is Beautiful, seeks to "empower women and girls" through "reproductive health care." Every May, Benefit gives 100% of its brow waxing fees to the fund, which this year will go to Planned Parenthood. Benefit has a stated goal of raising the $6 million for the abortion giant. It will also sell a special product, and the proceeds will be given to the abortion business.
The response on Twitter was glowing from pro-abortion advocates. Leana Wen hailed the move by posting a selfie with MAC brand ambassadors: "Their amazing support will help advance our mission to provide sexual & reproductive healthcare & sex education to people across the country — no matter what." "Your next MAC and Benefit Cosmetics splurge can benefit @PPFA!" said InStyle and other lifestyle publications. Pro-life advocates also voiced their thoughts. "Because when I buy lipstick, obviously I want to know that some of the proceeds are going to kill babies," tweeted one user. "I'm never buying any of your products then. PP doesn't truly care about women," said Micaiah Bilger, referencing how Planned Parenthood treats pregnant employees.
The cosmetics industry is experiencing a major boom at the moment. Beauty lovers who support life are encouraged to speak with their dollars at their next cosmetics purchase.
Published with permission from Live Action News.
(https://www.lifesitenews.com/news/two-huge-make-up-companies-launch-campaign-to-send-millions-to-planned-parenthood?fbclid=IwAR3JoZQNAdSGsVtkgZQzOUFOLiT2i9k6mO8TbYbBYalf-k3eydYI14fr5Vk)

“El aborto te hace una mujer totalmente cobarde, la valentía te la da dar a luz”

https://www.youtube.com/watch?v=cKPYw8dOEv8
Ana quedó embarazada a los 17 años: “Matar no te lleva a nada”; “te crea un trauma, el trauma existe, el post aborto existe”. Tras abortar, Ana tuvo intentos de suicidio y “mucha culpa porque no te podés perdonar vos misma de lo que hiciste”, explicó.
 

El primer hombre trans-género se arrepiente y torna al origen, el ser varón


Il primo uomo gender-free si pente. E torna maschio
Nei giorni in cui nel nostro Paese divampa il dibattito sulla triptorelina – prodotto a detta di alcuni efficace nel curare i disturbi di disforia di genere, tramite un’azione di blocco dell’inizio della pubertà al fine di allineare armoniosamente psiche e corpo – e in cui persino un quotidiano cattolico come Avvenire inizia a chiedersi se il ‘cambio di sesso’ sia qualcosa di «eticamente accettabile», dagli States arriva una storia, anzi una testimonianza, a dir poco esplosiva. E’ quella di Jamie Shupe. Di chi stratta? Il nome, in effetti, ai più non dirà molto, soprattutto considerando che siamo in Italia. E dire che si tratta di un personaggio decisamente significativo.

Sì, perché questo ultracinquantenne veterano dell’esercito, grazie a un pronunciamento favorevole da parte di una corte dell’Oregon risalente al 2016, è stato il primo cittadino americano a potersi ufficialmente fregiare del diritto di dichiararsi «non binario» o appartenente al «terzo sesso». «Mi è stato assegnato il sesso maschile alla nascita a causa di una classificazione meramente biologica», spiegava a tal riguardo Shupe solo qualche anno fa, «ma la mia identità non è mai stata maschile e, a ben vedere, neppure femminile. Mi considero invece un misto di entrambe, e cioè appartenente, per l’appunto, a un terzo sesso».

Tutto ciò fino a pochi giorni fa, quando l’uomo ha preso carta e penna e sulle colonne del Daily Signal ha raccontato un nuovo sconvolgente capitolo della propria storia. La storia di una persona che solo quattro anni fa spiegava nientemeno che sul New York Times la sua decisione di ‘cambiare sesso’, mentre oggi ha cambiato solo una cosa, anche se fondamentale: idea. «Ora», rivela, «voglio vivere nuovamente come l’uomo che sono».

Non solo. Sconfessando in modo definitivo quel pensiero gender free di cui era paladino e testimonianza vivente, Jamie Shupe si dichiara fortunato per non aver mai intrapreso alcun percorso chirurgico per ‘cambiare sesso’. «Ma questo non significa», tiene a precisare, «che io sia uscito da questa esperienza senza traumi. La mia psiche è purtroppo eternamente segnata e ho avuto una serie di importanti problemi di salute», racconta.

In ogni caso, nonostante tante sofferenze e ferite, quest’uomo oggi tiene a che la sua storia sia conosciuta. E a chi gli domanda cosa direbbe se potesse rivolgersi a dei giovani transgender o «non binari» com’era considerato lui, risponde: «A questi ragazzini direi: capisco che siete riluttanti ad accettare consigli da persone più grandi e vorreste fare tutto da voi, ma avete solo un corpo, solo un sistema riproduttivo, solo un sesso. Vi chiedo quindi per favore di non rovinare tutto ciò inseguendo la fantasia di essere diversi dal vostro sesso biologico».

Un appello forte e anche drammatico, che riporta immediatamente alla memoria un’altra vicenda terribile, anzi ancora più terribile: la storia di David Reimer (1965 –2004), il bambino divenuto ragazzina e infine tornato uomo. Un tunnel da cui egli non uscì felice dato che, separatosi dalla moglie, a 38 anni si tolse la vita, distrutto dai traumi di una giovinezza rovinata dalle fantasie di John William Money (1921–2006), il chirurgo del Johns Hopkins Hospital di Baltimora che l’aveva in cura nonché uno dei padri di quella teoria del gender che, secondo alcuni buontemponi, neppure esisterebbe.

Fortunatamente Shupe sembra essersi liberato prima da certi fantasmi rispetto a quanto accaduto a Reimer, che fu spinto tra le braccia di Money poco più che aveva pochi anni di vita; tuttavia anche la sua esperienza non fa che confermare la verità del dimorfismo biologico, che già millenni or sono la Bibbia aveva messo a fuoco:«Maschio e femmina li creò» (Gen. 1,27)
(http://www.iltimone.org/news-timone/primo-uomo-gender-free-si-pente-torna-maschio/?fbclid=IwAR06alEk9UHPWVwFg5W39q-AdQJ03XE63B_oNLwG36K_IAgxFTDlQf4xd1k)

Biblioteca invita a “drag queen” a leer cuentos a niños y resulta ser un abusador sexual

“Drag Queen Storytime” en la Biblioteca Pública Multnomah (Estados Unidos) / Crédito: Biblioteca del Condado de Multnomah
En Estados Unidos la presencia de drag queens en las bibliotecas forma parte del programa nacional “Drag Queen Storytime”. La biblioteca se diculpa y asegura que toma medidas para garantizar que se verifique a los participantes y así garantizar que no ocurran incidentes similares en el futuro.
 

Moloch al ataque: feministas presentarán por octava vez una nueva ley de aborto en Argentina

Un grupo de feministas reclama la legalización del aborto en Argentina.
Promotoras del asesinato del Niño por nacer posan sonrientes para la foto...
El nuevo proyecto de ley prevé el aborto libre hasta la semana 14 de vida prenatal y después en caso de violación o peligro para la madre. La propuesta de las feministas elimina la objeción de conciencia y obliga a realizar el aborto en el plazo máximo de cinco días tras la petición de su ejecución.
 

miércoles, 20 de marzo de 2019

Agustín Laje: la ideología de género es el “totalitarismo del siglo XXI”

El escritor argentino se presentará junto a Nicolás Márquez este sábado 23 de marzo en la Universidad Nacional Mayor de San Marcos de la ciudad de Lima.
Fotografía: Claudio Espinoza - LMNeuquén.

Redacción La Resistencia 
2019-03-19 13:18:39

En entrevista concedida a EWTN Noticias y reproducida por ACI Prensa, Agustín Laje dijo que la ideología de género “es el totalitarismo del siglo XXI. Y no estar al tanto de qué es la ideología de género ni cuáles son sus peligros es no estar al tanto de la política actual”.
Esta ideología, señaló Laje, “es uno de los temas principales de la política actual ya que es uno de los temas que más se discute en todas las legislaturas y en los congresos nacionales y estatales en el mundo occidental”.
El coautor de “El libro negro de la Nueva Izquierda” recordó que “la ideología de género no es una ideología creada al calor de América Latina. Eso es importante siempre refrescarlo. La ideología de género nace en los Estados Unidos, en algunos países de Europa entre las décadas de 1950 y 1970”.
“La ideología de género llega a América Latina en nuestros tiempos. Podemos mirar lo que ha pasado y lo que está pasando en estos países que la han originado para ver si es que queremos dejarla entrar o no. Ya está ingresando pero tenemos la posibilidad de ponerle un freno a diferencia de Canadá o Francia que ya no creo que puedan. Acá se puede pero es una política gradual”.
El adoctrinamiento en ideología de género en Canadá se da cada vez más frecuentemente en las escuelas. Además, en el año 2016 el Tribunal Supremo aprobó la zoofilia, es decir las relaciones sexuales con animales; mientras que en Francia la aprobación del matrimonio de personas del mismo sexo rige desde 2013.
Para el politólogo argentino, “en América Latina en este momento hay una bomba de tiempo que todavía puede ser desactivada. ¿Cómo? Entendiendo que es un problema político porque ingresa a nuestras sociedades a través de la política y va a ser expulsada de nuestras sociedades través también de la política”.
Agustín Laje y Nicolás Márquez, autores de “El libro negro de la Nueva Izquierda” se presentarán en el II Foro Internacional: Desenmascarando La Ideología De Géneroa realizarse este sábado 23 de marzo en el Auditorio Rosa Alarco Larrabure de la Universidad Nacional Mayor de San Marcos (UNMSM) desde las 3 de la tarde hasta las 9 de la noche.
(http://laresistencia.pe/publicacion.php?id=agustn-laje-la-ideologa-de-gnero-es-el-totalitarismo-del-siglo-xxi&fbclid=IwAR1IPYDGmQWUuhcaEtT6X9geq6tS5d69AHt1uc7XnEhXhyYgyRZa5PjDiVI)

El Gobierno español prohibirá el Día del Padre y el Día de la Madre para no ofender a los homosexuales

Martes, 19 Marzo 2019

ninos orgullo gay
El Observatorio Español contra la LGBTfobia (StopLGBTfobia) ha recomendado que los centros educativos cambien la celebración del Día del Padre y del Día de la Madre por el Día Internacional de las Familias, el 15 de mayo, al considerarlo más inclusivo. Una vieja reivindicación del colectivo que ahora podría tomar cuerpo con el Gobierno feminista, transexual, inclusivo (y sin gluten) de Pedro Sánchez.
La celebración de unos días pensados exclusivamente en las familias tradicionales de padre y madre "provoca discriminaciones y exclusiones hacia muchos niños y niñas y sus familias", ha denunciado en un comunicado la organización StopLGBTfobia.
El director de este Observatorio, Francisco Ramírez, ha explicado que las familias monoparentales y homoparentales están siendo "ignoradas completamente" en estas celebraciones, además de otros tipos de familias como las de acogida o aquellas en las que faltan uno o los dos progenitores y los niños son cuidados por abuelos u otros familiares.
Además, ha asegurado que celebrar los citados días puede provocar "daño psicológico en los niños excluidos de un día especial que celebran todos sus compañeros, produciendo autodiscriminación, falta de autoestima e incluso provocando acoso escolar, mofa y burla por parte de otros niños".
Por todo ello, han lanzado la campaña #MiFamiliaEs como forma de sensibilizar y concienciar a la sociedad en la importancia de la coeducación en los centros escolares, incidiendo en la inclusión y la lucha contra la discriminación y el acoso escolar, y fomentando unas escuelas diversas.
El Ministerio de Educación podría estudiar adoptar esta medida, que acabaría con otra de las fiestas tradicionales de nuestro país: el Día del Padre o el Día de la Madre. Para que nadie se sienta ofendido. Eso sí, el Día del Orgullo Gay que lo sigan celebrando: no sea que nos tachen de fachos.
(https://www.mediterraneodigital.com/espana/espana/el-gobierno-prohibira-el-dia-del-padre-y-el-dia-de-la-madre-para-no-ofender-a-los-gais.html?fbclid=IwAR3Z9O01XPnFuVO3z0u8btTVrkyiiHzz6-NHAJgZiLcvcsUhsaJsr9dvz9c)